Appia Antica

Strada Stradale Appia

La strada più importante della città di Fondi in epoca romana è appunto l’Appia, che collegava inizialmente Roma a Capua e fu successivamente prolungata fino a Brindisi. Questa strada attraversa dunque tutto il territorio fondano.

Nel tratto dei Monti Aurunci tra Fondi e Formia la via, solo in parte ricalcata dalla strada moderna, conserva stupefacenti testimonianze della sua storia antica, con templi, ville, mausolei, ponti, tagli rupestri, grandiosi terrazzamenti in opera poligonale, magnifici tratti di lastricato di basalto, fontane, stazioni di servizio, miliari borbonici.

La salita da Fondi è dominata da un santuario dedicato ad Apollo, che si sviluppa su colossali terrazzamenti di ultima età repubblicana.

Oggi i 3 km di strada rimasti in disuso dalla fine dell’Ottocento fanno parte del Parco Regionale dei Monti Aurunci tra i comuni di Fondi e Itri.

La via romana conserva per lunghi tratti il lastricato di basalto, rinnovato dall’imperatore Caracalla nel 216 d.C.

Sono presenti, inoltre, magnifiche opere di terrazzamento sulla parete perpendicolare alla valle, in diverse opere poligonali che testimoniano i diversi interventi succedutisi per mantenerla in piena efficienza.

Successivamente all’età antica, i principali interventi si devono a Perafán de Ribera, viceré di Napoli per conto di Filippo II re di Spagna, che nel 1568 rinnovò il lastricato e ricostruì i ponti, tra i quali è spettacolare quello sul fosso di S. Andrea, ora ricostruito dopo i danni dell’ultima guerra.

Ferdinando IV di Borbone nel 1767-1768 rinnovò poi radicalmente la strada, imbrecciandola e adattando i marciapiedi laterali allo scolo delle acque piovane, rinnovando i ponti e il parapetto che ancora si vede su tutto il percorso. Spettacolari sono le rovine del santuario di Apollo a metà percorso, del quale restano colossali terrazzamenti in opera poligonale e in opera incerta, che si articolano per 205 mt. sulla fronte del fosso, eretti tra il IV e il I secolo a.C. 

L’edificio templare, rinnovato da Caracalla, ancora esisteva alla fine del VI sec., quando al suo interno fu eretta la cappella dedicata a S. Andrea Apostolo, della quale rimane il nome alla valle e al forte che in età napoleonica fu eretto sul sito. In questa zona è possibile notare una stazione di sosta del I sec. a.C. con una cisterna in opera incerta.

Il tracciato dell’antica via Appia corrisponde ad un tratto della via Francigena del Sud, percorsa sin dal Medioevo dai pellegrini che si dirigevano verso la Terrasanta o che dal meridione d’Italia raggiungevano Roma.

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